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Chiesa di S. Maria Maddalena

La struttura della chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena fu fortemente voluta dai Bordigotti dei primi anni del 1600 come luogo di culto ed aggregazione, tanto che uno storico del tempo annota che la popolazione, privandosi quasi del pane, riuscì ad edificarsi una chiesa che venne considerata una delle più belle tra i luoghi circostanti. Fu voluta anche per sostituire l’oramai insufficiente preesistente, che verrà ceduta alla confraternita di San Bartolomeo e assumerà il nome di Oratorio di San Bartolomeo degli Armeni.

Il progetto venne affidato all’ Ing. Mastro Battista Giana di Porto Maurizio con il quale collaborarono maestranze, oltre che di Porto Maurizio, anche locali. La prima pietra venne posta il 10 settembre 1610 da Mons. Stefano Spinola Vescovo di Ventimiglia, e i lavori iniziarono con un finanziamento comune. Già nel 1611 si definirono gli spazi destinati alle cappelle laterali. Nel 1612 si preparò la chiave del coro, che venne già coperto. Nel 1613 si terminò la volta e poi il tetto, avvenimenti sempre solennizzati con una festa. Nel 1614 vennero sistemate le chiavi e la copertura del tetto, l’anno successivo la pavimentazione interna. Inoltre si dipinse l’immagine della santa titolare Maria Maddalena sopra l’ingresso, in quanto questa norma era divenuta obbligatoria dopo il concilio di Trento (1545 – 1563). Il 23 luglio 1617 il nuovo tempio veniva consacrato da Mons. Nicolò Spinola. Nel 1649 il nuovo luogo di culto divenne ancora più importante con l’assunzione del titolo di Abate da parte del Parroco, concessogli con bolla papale Pro se et succesoribus suis, titolo tutt’ora conservato dall’attuale parroco. La nuova chiesa, come sopra già riportato, verrà titolata a Santa Maria Maddalena, forse risentendo della grande devozione che la Santa già raccoglieva nella vicina Provenza.

L’edificio è a navata unica, scelta probabilmente decisa in quanto la meno onerosa; ai lati si succedono 6 cappelle e le sacrestie. La navata è ampia, coperta da una volta a botte e lunetta un poco ribassata, la luce è assicurata dalla grande finestra posta sulla facciata. Il presbiterio è piuttosto largo, coperto a botte ed a catino sopra l’area del coro. I modelli utilizzati per il decoro sono quelli del tardo cinquecento genovese e l’esecutore è Francesco Marvaldi, che vi lavora tra il 1661 ed il 1664, ma l’opera viene completata dal fratello Giovanni Battista, il quale è pure l’autore della “macchina” dell’altare del Suffragio. La decorazione pittorica del presbiterio è opera di Gio Batta Raimondo di Camporosso. Nella seconda metà del ‘600 si pone in opera l’organo, si continuano le decorazioni nel presbiterio e delle cappelle laterali e si procede alla posa di varie statue, compresa quella raffigurante Santa Maria Maddalena. Nel 1742 si affida al pittore sanremese Giacomo Raimondi detto il Francia l’esecuzione del dipinto con la Maddalena sopra l’ingresso principale.

Già ad inizio ‘700 gli altari laterali si presentano come ancor oggi li vediamo: Annunciazione, Beata Maria Vergine o del Suffragio, Sant’Antonio da Padova, Vergine del Rosario, Crocifisso e San Carlo Borromeo. Per un secolo circa, da metà ‘700 a circa metà ‘800, si susseguiranno lavori di abbellimento e soprattutto conservazione. Tutte queste opere sono affidate a due maestri che molto hanno operato nelle chiese della riviera: Giò Andrea Mazzetti e Girolamo Bosio. Nel 1851 viene ripristinato il pavimento e nel 1856 il tetto della chiesa; dal 1863 al 1912, periodo che vedrà Padre Giacomo Viale, francescano, prima come economo e poi come parroco titolare, molte saranno le opere compiute: l’indoratura degli stucchi, comprese le cappelle laterali (1864 – 1866), l’ acquisto di un nuovo organo (1873 – 1874) opera dell’organaro Lorenzo Paoli; nel 1883 si interviene sui dipinti seicenteschi con la sovraintendenza del celebre architetto Charles Garnier, residente a Bordighera ed amico di Padre Giacomo Viale. Si susseguono sino al 1878 acquisti di marmi, opere d’arte, parati, arredi con candelieri ed ostensorio. Dal 1906 inizia la decorazione della facciata, che si conclude con il rinnovamento dell’immagine della Maddalena sopra l’ingresso, nel 1922. Nel 1944, dopo un violento incendio sviluppatosi per cause accidentali, si rendono necessarie ridipinture che altereranno per sempre gli aspetti originali dell’interno (e che sono quelli attuali).