Visita ai malati e unzione degli infermi

Pregare per i malati 
Durante la S. Messa del venerdì (ore 18,30 - chiesa S. Maria Maddalena) viene rivolta una preghiera per i malati e per altre intenzioni affidate all'intercessione del Servo di Dio Padre Giacomo Viale.

Visita ai malati 
  • Il parroco il venerdì mattina visita i malati di Bordighera che ne fanno richiesta e porta loro la Santa Comunione
  • Per Sasso e Seborga la visita ai malati che lo desiderano viene fatta nei giorni di presenza del parroco 
Sasso: 1° e 3° giovedì del mese dalle 15,30 alle 18,00 
Seborga: 2° e 4° giovedì del mese dalle 15,30 alle 18,00

L'unzione degli infermi
Gesù verso gli ammalati ha usato sempre tanta attenzione, bontà e dolcezza, e a loro favore ha operato molti miracoli. 
Continua ancor oggi a donare conforto attraverso i suoi ministri ai quali chiede: “Quando entrerete in una città e vi accoglieranno… curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio”
Un vero sacramento istituito da Gesù.
È adombrato nel Vangelo di S. Marco che scrive: “Gli Apostoli predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano” (Mc 6,13-13)
È raccomandato e promulgato dall’Apostolo S. Giacomo con queste parole: “Chi è ammalato, chiami a sè i presbiteri della Chiesa e preghino su di lui dopo averlo unto con olio nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo rialzerà, e se ha commesso peccati gli saranno perdonati”. (Gc 5,14-15)

A chi va amministrato? 
Possono riceverlo:
  • Quei fedeli il cui stato di salute risulta seriamente compromesso per malattia o vecchiaia.
  • Chi si prepara per un intervento chirurgico di una certa gravità.
  • Chi si trova in pericolo di vita.
Che cosa opera il Sacramento dell’Unzione dei Malati
  • Ci unisce più intimamente a Gesù crocifisso e risorto perché con lui ci offriamo totalmente al Padre.
  • Dona sollievo e conforto spirituale, rafforzando la fiducia in Dio e dando la forza di affrontare la sofferenza
  • Ci libera dai peccati (qualora non potessimo confessarci)
  • Ci ottiene, se così dispone la Provvidenza, un miglioramento della salute fisica.
  • La potenza del Signore Risorto si manifesta sia concedendo ad alcuni la grazia della guarigione fisica, sia concedendo a molti altri di dare un senso alla loro sofferenza
Dal Catechismo della Chiesa Cattolica
1499 «Con la sacra Unzione degli infermi e la preghiera dei presbiteri, tutta la Chiesa raccomanda gli ammalati al Signore sofferente e glorificato, perché alleggerisca le loro pene e li salvi, anzi li esorta a unirsi spontaneamente alla passione e alla morte di Cristo, per contribuire così al bene del popolo di Dio».
1500 La malattia e la sofferenza sono sempre state tra i problemi più gravi che mettono alla prova la vita umana. Nella malattia l’uomo fa l’esperienza della propria impotenza, dei propri limiti e della propria finitezza. Ogni malattia può farci intravvedere la morte.
1501 La malattia può condurre all’angoscia, al ripiegamento su di sé, talvolta persino alla disperazione e alla ribellione contro Dio. Ma essa può anche rendere la persona più matura, aiutarla a discernere nella propria vita ciò che non è essenziale per volgersi verso ciò che lo è. Molto spesso la malattia provoca una ricerca di Dio, un ritorno a lui.
1502 L’uomo dell’Antico Testamento vive la malattia di fronte a Dio. È davanti a Dio che egli versa le sue lacrime sulla propria malattia; è da lui, il Signore della vita e della morte, che egli implora la guarigione. La malattia diventa cammino di conversione e il perdono di Dio dà inizio alla guarigione. Israele sperimenta che la malattia è legata, in un modo misterioso, al peccato e al male, e che la fedeltà a Dio, secondo la sua Legge, ridona la vita: «Perché io sono il Signore, colui che ti guarisce!» (Es 15,26). Il profeta intuisce che la sofferenza può anche avere un valore redentivo per i peccati altrui. Infine Isaia annuncia che Dio farà sorgere per Sion un tempo in cui perdonerà ogni colpa e guarirà ogni malattia.
1503 La compassione di Cristo verso i malati e le sue numerose guarigioni di infermi di ogni genere sono un chiaro segno del fatto che Dio ha visitato il suo popolo e che il regno di Dio è vicino. Gesù non ha soltanto il potere di guarire, ma anche di perdonare i peccati: è venuto a guarire l’uomo tutto intero, anima e corpo; è il medico di cui i malati hanno bisogno. La sua compassione verso tutti coloro che soffrono si spinge così lontano che egli si identifica con loro: «Ero malato e mi avete visitato» (Mt 25,36). Il suo amore di predilezione per gli infermi non ha cessato, lungo i secoli, di rendere i cristiani particolarmente premurosi verso tutti coloro che soffrono nel corpo e nello spirito. Esso sta all’origine degli instancabili sforzi per alleviare le loro pene.
1504 Spesso Gesù chiede ai malati di credere. Si serve di segni per guarire: saliva e imposizione delle mani, fango e abluzione. I malati cercano di toccarlo «perché da lui usciva una forza che sanava tutti» (Lc 6,19). Così, nei sacramenti, Cristo continua a «toccarci» per guarirci.
1505 Commosso da tante sofferenze, Cristo non soltanto si lascia toccare dai malati, ma fa sue le loro miserie: «Egli ha preso le nostre infermità e si è addossato le nostre malattie» (Mt 8,17). Non ha guarito però tutti i malati. Le sue guarigioni erano segni della venuta del regno di Dio. Annunciavano una guarigione più radicale: la vittoria sul peccato e sulla morte attraverso la sua pasqua. Sulla croce, Cristo ha preso su di sé tutto il peso del male e ha tolto il «peccato del mondo» (Gv 1,29), di cui la malattia non è che una conseguenza. Con la sua passione e la sua morte sulla croce, Cristo ha dato un senso nuovo alla sofferenza: essa può ormai configurarci a lui e unirci alla sua passione redentrice.