Istituti religiosi

Ieri ...
Dal diario dell’Abate Francesco Rossi:
"…nel 1844 Bordighera contava ventitre sacerdoti, tra secolari e regolari, tutti nativi di Bordighera e residenti in varie città e luoghi. C’erano anche due monache, native di Bordighera: una tra le salesiane di Sanremo e l’altra in Civita Castellana, nello Stato Pontificio."

... oggi
Esistono quattro comunità religiose, congregazioni di suore che esercitano la carità cristiana, si dedicano alla preghiera e alla vita contemplativa, interagiscono con la parrocchia e svolgono importanti attività sociali.
Di seguito un sintetico profilo della loro storia.

Suore di Maria Consolatrice (suore di Villa Palmizi)
Villa Palmizi nasce nel 1914 in Bordighera ai piedi della città alta, sulla Via Romana, nella ex Villa Moreno, acquistata e donata alla comunità religiosa delle suore di Maria Consolatrice da Mons. Giuseppe Casalegno.
Giuseppe Migliavacca è il fondatore della congregazione. Nasce il 13 giugno 1849, viene ordinato sacerdote a 25 anni, sceglie di servire il Signore nella Compagnia di Gesù. La sua vita sacerdotale è segnata da numerose vicissitudini che lo portano ad abbandonare il suo passato e a scegliere la vita del convento. Diventa Cappuccino con il nome di Padre Anselmo da Trigolo. Nel 1892 si reca a Torino per predicare gli esercizi spirituali ad un gruppo di giovani desiderose di consacrarsi a Dio e, per invito dell’arcivescovo, si prende cura di loro.
Adatta le regole della Compagnia di Gesù alle giovani suore definendone il carisma: “Il fine di questo Pio istituto di Maria SS Consolatrice è non solo attendere alla propria salute e perfezione con la divina grazia, ma con la stessa impiegarsi con ogni studio nella salute e perfezione dei prossimi, attendendo alle opere di misericordia sia spirituali che corporali verso il nostro prossimo, in particolare orfani nella tenera età”.
Le suore, presenti in diversi istituti italiani ed esteri, si occupano in Bordighera, nel primo Novecento, dell’ accoglienza di figli di profughi, di orfani di guerra, di bambini gracili e bisognosi di cura marina. Viene istituito l’asilo infantile Regina Margherita, la scuola elementare autorizzata e la scuola media, la cui attività continuerà fino al 2014, momento in cui verranno chiuse su disposizione dei superiori dell'istituto.

Suore di San Giuseppe (suore di Villa Garnier)
Villa Garnier è stata la residenza privata del celebre architetto parigino Charles Garnier (1825 - 1898), progettista dell’Opera di Parigi, di una sala del Casinò di Montecarlo, dell’Osservatorio di Nizza e di molte altre costruzioni in Francia. La vedova di Garnier lasciò la proprietà ad un’associazione francese che la tenne pochi anni. Fu successivamente acquistata da un critico d’arte americano che, non avendo eredi, la donò alla Diocesi di Ventimiglia - Sanremo. Dal 1954 appartiene alla Congregazione delle Suore di San Giuseppe d’Aosta. Questa congregazione nasce in Francia tra la prima e la seconda metà del Seicento, un’epoca caratterizzata da una situazione sociale drammatica, da divisioni, violenze, miserie e, nello stesso tempo, da un rinnovamento spirituale molto fecondo. Questo periodo è stato chiamato”Il grande secolo delle anime”. Il fondatore, Jean Pierre Mèdaille, nato a Carcassonne nel 1610, entra molto giovane nel collegio dei Gesuiti, compie la sua formazione a Toulouse, esercita il suo ministero in diversi collegi ed è missionario itinerante in varie diocesi. Stimato per l’oratoria e la dottrina, affascinato dall’Eucaristia, vuole vivere in prima persona l’ideale posto a fondamento del suo Istituto religioso: né considerazione, né prestigio, né fama. Scrive “Massime di perfezione”, un piccolo libro stampato nel 1672, postumo. La sua “Lettera Eucaristica” tratta dal libro “Le Costituzioni”, indirizzato alle suore, contiene la sintesi ed il cuore della sua spiritualità e del suo carisma. Partendo dalla contemplazione di Gesù Eucaristia traccia l’impronta particolare ed originale del “Piccolo Disegno”: comunione, nascondimento, semplicità, umiltà. Un invito ad imitare San Giuseppe, l’uomo della “non apparenza”, del “non rumore”, l’uomo del servizio silenzioso e della donazione totale. Il fine della congregazione è quindi amare ogni singolo, prezioso, unico e irripetibile davanti a Dio; amare con cuore aperto verso la fraternità universale; amare con la passione dell’unità perché tutte le comunità e i popoli siano, nell’amore reciproco, una cosa sola; amare con la passione di accogliere tutti con uno stile di semplicità spontanea e di umiltà molto grande.

Suore Figlie di Sant'Anna (suore della Casa di Riposo San Giuseppe)
Il nome di San Giuseppe, dato originariamente all’Ospizio, costruito in Piazza della Cisterna, divenuta successivamente Piazza Padre Giacomo Viale, lo si deve alla cooperazione tra il fratino e Suor Sista Ferrarini, prima Superiora delle Suore Figlie di S. Anna. Le prime suore fecero il loro ingresso a Bordighera il 19 febbraio 1877, inviate da Rosa Gattorno su richiesta del fratino perché portassero cure e conforto ai bisognosi.
Rosa Gattorno (1831 – 1900), fondatrice della congregazione, si consacrò interamente al Signore e al prossimo e si adoperò in tutti i modi per i malati, gli infermi e l’infanzia abbandonata, nel volto dei quali contemplava Cristo povero.
Espressione di un singolare disegno di Dio, nella sua triplice esperienza di sposa e madre, vedova, e poi religiosa-fondatrice, Rosa Gattorno ha ben onorato la dignità e il "genio della donna" nella sua missione al servizio della umanità. Pur sempre fedele alla chiamata di Dio e autentica maestra di vita cristiana ed ecclesiale, rimase soprattutto essenzialmente madre: dei suoi figli, che costantemente seguì; delle Suore, che profondamente amò; dei bisognosi, dei sofferenti e degli infelici, nel cui volto contemplò quello stesso di Cristo, povero, piagato, crocifisso.
Il suo carisma si è diffuso nella Chiesa col sorgere di altre forme di vita evangelica: Suore di vita contemplativa; Associazione religiosa Sacerdotale; Istituto secolare e Movimento ecclesiale di laici, attivamente operante nella Chiesa in quasi tutte le parti del mondo.
Le figlie di Sant’Anna a Bordighera continuano la loro missione ancora oggi, nella Casa di Riposo che dal 3 dicembre 2007 ha trasferito ufficialmente e definitivamente la propria sede da quella storica di Piazza Padre G. Viale a quella attuale, Villa Santa Rosa ex residenza delle suore francescane francesi di Maria Immacolata, in Via del Troglio.

Suore Pie Discepole
A Bordighera le suore Pie Discepole sono presenti dal 1938 e risiedono in Via dei Colli. La comunità è formata da sorelle anziane che cercano di dare il loro contributo apostolico a servizio della liturgia e offrono la loro sofferenza intercedendo per la Chiesa e l’intera umanità.
La congregazione delle Pie Discepole, fondata dal beato Giacomo Alberione ad Alba nel 1924, è presente nei cinque continenti e fa parte della Famiglia Paolina.
San Paolo, infatti, per Don Alberione fu modello e ispiratore. Suor Maria Scolastica Rivata è stata la prima Pia Discepola, attualmente serva di Dio.
La loro giornata è ritmata dalla preghiera: la liturgia delle Ore, per fare della loro vita un canto di lode e di intercessione; la partecipazione all’Eucarestia che è fonte e culmine della loro missione; l’ascolto e la meditazione della parola di Dio; l’Adorazione Eucaristica prolungata nel giorno e dove è possibile nella notte, per essere come sentinelle davanti a Dio per l’umanità.
Con creatività mettono l’arte a servizio della liturgia: pittura, scultura, architettura, musica, artigianato per aiutare la comunità cristiana a pregare e celebrare nella bellezza, per crescere nella piena comunione con Dio e con tutta la creazione.